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Home page - Approfondimenti su Dune - Le Origini di Dune e Star Wars
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Le Origini di Dune e Star Wars
Kristen Brennan

Le origini di Dune e Star Wars

Kristen Brennan

Palazzo di Arrakeen

Il romanzo Dune del 1963 scritto da Frank Herbert è, per la fantascienza, l'equivalente del Signore degli Anelli per il fantasy: l'opera più popolare, più influente e con più successo di critica nel genere. Il romanzo di Herbert fu una rivelazione: prima di Dune, perfino la miglior fantascienza consisteva perlopiù in storie incentrate su tecnologie futuristiche, o commentari politici espressi attraverso iperboli. Nessuno avrebbe mai pensato che la fantascienza potesse offrire la profondità letteraria di Dostoevskij, i complicati intrighi shakespeariani (“ingranaggi dentro altri ingranaggi”) o che potesse esprimere così compiutamente la forma dell'epica eroica su cui si basano opere come Gilgamesh, L'Odissea, La Morte di Artù, il Mahbharata e Beowulf.

Lucas ha spesso dichiarato di essersi ispirato a Dune. Nelle prime bozze del copione di Star Wars l'influenza era molto più evidente -- c'erano diverse Case feudali, e il tesoro difeso dalla Principessa non erano i piani della Morte Nera, ma un carico di “auraspezia”. La versione finale di Star Wars è legata a Dune soprattutto nello spirito: quello della fantascienza eroica, che viene trattata seriamente. Di tutte le idee che George Lucas ha ereditato da Frank Herbert, la lezione più sottile è stata come utilizzare la fantascienza per creare un mito. Tra gli altri suoi prestiti potrebbero esserci:

Star Wars

Dune

Principessa Leia [Leila nel doppiaggio italiano, NdT].

Principessa Alia (pronunciato a-leia).

L'antagonista è il padre dell'eroe.

L'antagonista è il nonno dell'eroe.

Il pianeta deserto Tatooine.

Il pianeta deserto Arrakis (Dune).

Sandcrawler - Veicolo pilotato dai Jawa, “abbandonato dopo una dimenticata e remota epoca di estrazioni minerarie”.

Sandcrawler [Trattore da Sabbia nella traduzione italiana, NdT] - Veicolo pilotato dagli abitanti di Arrakis, usato per estrarre la spezia.

Fattorie di umidità (come quella di Zio Owen).

Collettori di rugiada, “usati dai Fremen per riempire le depressioni coltivabili, dove essi forniscono una piccola ma sicura fonte d'acqua”.

Miniere di spezia di Kessel (menzionate velocemente).

La spezia è la risorsa più preziosa dell'universo, ed è disponibile solo su Dune.

Trucco mentale Jedi - Facoltà Jedi che permette di controllare le azioni degli altri.

La Voce - Facoltà Bene Gesserit che permette di controllare le azioni degli altri.

Jedi Bendu - La tecnica di addestramento che conferisce ai Jedi un eccellente controllo interiore così come un'abilità sovrumana in combattimento.

Prana Bindu - La tecnica di addestramento che conferisce alle Bene Gesserit un eccellente controllo interiore così come un'abilità sovrumana in combattimento1.

Luke, in bilico tra la vita e la morte su Hoth, ha una visione di Obi-Wan.

Liet-Kynes, prima di morire nel deserto, ha una visione di suo padre Pardot.

 

La Federazione dei Mercanti ha il monopolio sulle spedizioni interstellari.

 

La Gilda Spaziale ha il monopolio sui viaggi e sulle spedizioni interstellari.

Luke si esercita con la spada laser contro un droide automatico di allenamento.

Alia si esercita con la spada contro un manichino automatico di allenamento.

Il Millennium Falcon fugge per il rotto della cuffia dalle fauci di un lumacone spaziale gigante, che ricade all'interno dell'asteroide.

L'ornitottero del Duca scappa per il rotto della cuffia dalle fauci di un gigantesco verme della sabbia, che ricade sulle dune.

Luke spia i Tusken con un elettrobinocolo.

Paul spia i Fremen usando un binocolo elettrico.

Repulsori - piccoli apparecchi che contrastano la gravità (usati su landspeeder, speeder bikes, sgusci e vascello di Jabba).

Sospensori - piccoli apparecchi che contrastano la gravità (usati per i globi luminosi e dal Barone Harkonnen per sostenere il suo peso).

Jabba (1983) è una creatura simile ad una lumaca/verme, lunga circa 4,5 metri, con volto dalle fattezze umane, braccia e mani, che siede su una predella.

Leto II, l'Imperatore-dio di Dune (1981) è un ibrido umano/verme, con volto dalle fattezze umane, braccia e mani, che siede su una predella.

Jabba e Leto II

Origini

Frank Herbert (1920-1986) era un ragazzo insolitamente brillante, cresciuto con dei genitori alcolizzati durante gli anni della Grande Depressione. Trascorreva parecchio tempo in solitudine, esplorando la natura oppure rapito da “storie d'amore” con autori come Ezra Pound, Guy De Maupassant, Marcel Proust e Ernest Hemingway. Il giorno del suo ottavo compleanno annunciò la sua aspirazione di voler fare lo scrittore da grande. All'età di dodici anni Herbert aveva letto e assorbito l'opera completa di William Shakespeare.

Herbert trascorse la prima metà della sua vita lavorando soprattutto come giornalista. Aveva una mente formidabile, ma il successo continuava ad eluderlo. Nel 1956 pubblicò il suo primo romanzo, Dragon in the Sea [edito in Italia da Urania sotto il titolo di SMG Ram 2000, NdT], una storia sulla guerra sottomarina ambientata in un futuro prossimo. Herbert osservò che era stupido utilizzare immense navi di metallo per trasportare liquidi meno densi dell'acqua, così inventò l'idea di un tubo di gomma gigante che poteva essere trascinato sulla superficie dell'oceano da una nave molto più piccola e meno costosa. A partire dal 1958 la compagnia British Dunlop iniziò a produrre e vendere l'idea di Herbert, con il nome di “Dracone Barge”. Il nome “Dracone” (“dragone” in latino) era un chiaro indizio del plagio da parte della Dunlop nei confronti del romanzo di Herbert. Arthur C. Clarke e Fritz Leibler raccomandarono a Herbert di procedere per vie legali, ma l'autore scoprì che il “biennio di scoperta” del suo libro era già scaduto, ed era troppo tardi per depositare un brevetto.

Verso la quarantina, Herbert iniziò a dubitare di riuscire a realizzare il suo sogno: diventare un autore realizzato, ricco e famoso. Si mise a lavorare d'impegno ed iniziò a dare forma al suo capolavoro. Herbert dedicò i seguenti 5-7 anni alla ricerca e alla scrittura di un “romanzo del deserto”. Aveva in mente due punti di partenza principali: in primo luogo, i sospetti che aveva accumulato durante la sua vita nei confronti di ciò che chiamava “l'impulso messianico nella società umana”. In altre parole, osservò che le persone sembrano avere un'innata propensione a delegare le loro responsabilità su decisioni difficili a leader carismatici. Herbert notò che comunque anche i leader migliori sono esseri umani fallibili, e che elevare un uomo ad una posizione con poteri quasi divini tende ad amplificare i suoi errori a proporzioni pericolose. Peggio ancora, anche se il leader resiste alla tentazione dell'abuso di potere, la burocrazia nata intorno alla sua figura gli sopravvive, e con il passare del tempo diventa sempre più incline a dare la precedenza alle proprie necessità piuttosto che a quelle del popolo.

Il secondo spunto principale di Herbert fu They Stopped the Moving Sands, un articolo che aveva scritto nel 1958 sugli esperimenti ecologici del Dipartimento dell'Agricoltura Statunitense (USDA, United States Department of Agriculture). Lo USDA scoprì che era possibile contrastare l'avanzata delle dune di sabbia costiere, che sconfinavano sulle autostrade, piantando semplicemente delle barriere di erba! Herbert pilotò un Cessna monomotore e volò sopra il luogo dell'esperimento per prendere appunti e fotografie. Mentre guardava le dune scorrere in basso, Herbert fu improvvisamente colto da una potente illuminazione. Comprese che “... Una duna di sabbia è essenzialmente una specie di fluido, impiega solo più tempo a muoversi. Crea delle onde che, viste dall'alto, sono analoghe alle onde del mare”2. Il San Francisco Sunday Examiner e il Chronicle's California Living magazine non pubblicarono mai l'articolo, ma Herbert aveva trovato la scintilla che stava cercando: il seme dal quale sarebbe nato Dune.

Ispirazioni

Parecchi dei romanzi e racconti fantascientifici dell'epoca di Herbert erano limitati dall'idea che la fantascienza era un genere letterario completamente nuovo. Di conseguenza, diversi autori si ispiravano al massimo a H. G. Wells, Jules Verne, Edgar Allan Poe o Mary Shelley, andando ad attingere quindi a un retroterra culturale di soli 200 anni. Herbert comprese che la fantascienza non era altro che un'espressione moderna del più antico dei generi letterari, ovvero il racconto fantastico (le storie più vecchie di qualsiasi cultura a noi nota sono quasi esclusivamente racconti fantastici). Poiché considerava il racconto fantastico come un continuum originatosi ben prima di Wells e Verne, attraverso l'epica greca, Herbert fu in grado di ispirarsi non a 200, ma a 3000 anni di letteratura. In un certo senso ciò conferì all'autore un vantaggio di 15 a 1 rispetto allo scrittore tipico di fantascienza!

Herbert portò innovazione anche sotto un altro aspetto importante: ai suoi tempi, la fantascienza era vista soprattutto come un mezzo per esprimere idee che accrescevano la consapevolezza attraverso il racconto, ma l'idea riguardava essenzialmente le stelle, e il racconto stesso era considerato perlopiù un “appendiabito” al quale attaccare questa idea. I personaggi della fantascienza erano solitamente piatti, le trame erano ampollose e i dialoghi artefatti e innaturali. Herbert attinse alla sua vasta cultura autodidatta per congiungere la fantascienza con alcuni degli elementi più importanti della letteratura, della storia, della mitologia, delle religioni orientali, della matematica, della scienza e della sua vita personale. Alcune delle sue ispirazioni più evidenti includono:

Le opere di William Shakespeare, in particolare L'Amleto (scritto nel 1601), ma anche Macbeth (1606), Re Lear (1605), La Tempesta (1610) e altre. Paul porta l'anello con il sigillo di suo padre, come Amleto. Paul apprende l'umore reale della sua gente camminando in mezzo a loro travestito, come Enrico V. L'ispirazione più ovvia di Herbert è probabilmente il climax dell'Amleto, nel quale l'eroe duella apertamente con il suo avversario secondario, che usa una lama avvelenata, mentre il suo avversario principale osserva il combattimento. La conversazione di Amleto con il fantasma di suo padre riecheggia nel dialogo tra Liet Kynes e il fantasma di suo padre Pardot Kynes (che sospetto essere a sua volta l'ispirazione per la conversazione tra Luke e lo spirito di Obi-Wan su Hoth). Il pianeta natale di Paul, Caladan, sembra essere un'allusione al personaggio di Shakespeare Caliban. Gli studiosi shakespeariani hanno notato che “Caliban” è probabilmente una riscrittura diversa di “cannibal” una tecnica spesso utilizzata da Shakespeare per comunicare al nostro inconscio la natura essenziale di un pesonaggio. La teoria Caladan/Caliban è anche rinforzata dall'invenzione di Herbert degli alieni Caleban nel suo seguente romanzo Whipping Star [edito in Italia da La Tribuna sotto il titolo di Stella Innamorata, NdT].

Shakespeare esprimeva i pensieri dei suoi personaggi attraverso degli a parte, momenti in cui parlavano direttamente al pubblico, rivelando apertamente i loro pensieri più reconditi. Herbert adattò questa idea mostrando i pensieri dei personaggi in corsivo nel testo.

Herbert prese anche in prestito da Shakespeare la consuetudine di scrivere occasionalmente in versi liberi, o pentametri giambici non in rima, che avrebbe poi cammuffato come normale prosa senza metrica. Per esempio, Romeo e Giulietta proclamano il loro amore l'uno all'altra in una perfetta forma di sonetto. L'approccio di Shakespeare sembra ispirare un'elevata risposta emozionale nel suo pubblico, innescando subliminalmente il loro senso poetico, senza che se ne accorgano. Il primo scrittore ad introdurre nella fantascienza l'idea di “versi in metrica nascosti nella prosa” fu quasi certamente A. E. Van Vogt (1912-2000). Herbert la portò ad un livello di sviluppo ulteriore, celando non solo sonetti (14 versi di pentametro giambico), ma molte altre forme, incluso l'haiku. Questa stessa tecnica fu utilizzata da Tolkien per il suo personaggio di Tom Bombadil, probabilmente ispirato anch'egli a Shakespeare.

Come Herbert, Lucas e Tolkien, le opere di Shakespeare furono una condensazione e riorganizzazione innovativa delle ispirazioni del suo autore. La sua opera preferita era la traduzione del 1567 a cura di Arthur Golding delle Metamorfosi di Ovidio (43 p.e.v - 17 e.v.). Per altre informazioni sulle influenze di Shakespeare, si veda l'utilissimo Fonti Narrative e Drammatiche di tutte le Opere di Shakespeare.

Non si tratta di una coincidenza se così tante idee di Star Wars furono influenzate da Shakespeare: Dune, Il Signore degli Anelli, Il Pianeta Proibito e Kurosawa (Ran di Kurosawa, film del 1985, era un remake di Re Lear). Per esempio, il Macbeth di Shakespeare è ampliamente incentrato sulla reazione di Macbeth alla Profezia delle Streghe. Il pubblico si confronta con domande molto profonde come “Macbeth avrebbe potuto sfidare la profezia agendo diversamente? O il fato è predeterminato?” La Profezia delle Streghe di Macbeth fu modificata da Tolkien (il calderone delle streghe diventa lo Specchio di Galadriel), e poi modificata ancora da Lucas (“Aiutarli potresti...”). La versione di Herbert della Profezia viene pronunciata dalla Reverenda Madre Gaius Helen Mohiam -- la “strega” -- così come le profezie di Macbeth vengono pronunciate dalla strega Ecate; nella prima pagine di Dune Paul sente Mohiam dire “E se è veramente lo Kwisatz Haderach... beh...” La Profezia in Matrix viene data dall'Oracolo, una gradevole allusione all'Oracolo di Delfi. Questa evoluzione di una singola idea mostra come le vere grandi storie mantengono il loro potere di affascinarci anche attraverso le barriere della cultura, del linguaggio e del tempo.

Da dove prese quindi Shakesperae la sua idea per la Profezia delle Streghe? Naturalmente, Shakespeare si ispirò alla sua tragedia preferita:

Edipo Re (scritto tra il 430 e il 415 p.e.v), di Sofocle: L'Edipo Re fu una grande ispirazione per Shakespeare e la sola altra opera competitrice, insieme all'Amleto, per il titolo di “Più Grande Tragedia della Civiltà Occidentale”. Herbert aveva studiato abbastanza narrativa da saper ricollegare Shakespeare alle sue fonti, e attinse da entrambe. Per quanto ho potuto osservare finora, ogni artista influente che ho studiato ha utilizzato pesantemente questo metodo, quindi deve essere piuttosto efficace. Per esempio, quando Lucas non fu in grado di ottenere i diritti per Flash Gordon ripercorse le sue fonti indietro fino ai libri del Ciclo di Marte di Edgar Rice Burroughs, e poi ancora più indietro fino a Gulliver di Marte.

È dall'Edipo Re che Herbert prende in prestito il tema della prescienza (l'abilità di prevedere il futuro) e della profezia (il racconto di un evento futuro). Tutti desideriamo in qualche modo di poter evitare di commettere passi falsi, ma saremmo davvero felici se potessimo vedere nel futuro? Quella conoscenza potrebbe darci il potere di cambiare le cose, o il fato distrugge tutti i tentativi di libero arbitrio sulle nostre vite?

L'idea degli antichi greci di prevedere il futuro era focalizzata sul tempio dell'Oracolo di Delfi, costruito intorno al 1400 p.e.v. La gente arrivava da tutta la Grecia, da Roma e ancora da più lontano per chiedere quando piantare le sementi, chi sposare e perfino se dichiarare guerra o no. Le profezie venivano pronunciate dalla Pizia, la sacerdotessa che parlava in nome di Gea, la Madre Terra (più avanti cambiata nel dio Apollo da alcuni uomini che portavano dei bastoni estremamente appuntiti). La Pizia entrava in una piccola camera chiamata Adyton, dove si sedeva su un tripode posto sopra una fenditura nella terra, ondeggiando dei rami di alloro e inspirando i vapori provenienti dal basso. Se inalava troppo poteva diventare delirante o perfino morire, ma solitamente il gas induceva una sorta di trance, durante la quale la Pizia pronunciava delle enigmatiche profezie. L'Oracolo fu costruito attorno alla sacra sorgente di Delfi, che i greci chiamavano Omphalos -- l'Ombelico del Mondo. I geologi hanno scoperto che la sorgente di Delfi produceva una combinazione di gas composta da idrocarburi, metano ed etilene. L'etilene induce allucinazioni, quindi sembra che le profezie dell'Oracolo fossero parzialmente il risultato di un trip allucinogeno. Il messaggio dell'opera di Sofocle è “Ehi, smettiamola di dare retta all'Oracolo! Anche se potrebbe prevedere il futuro, conoscerlo sarebbe una cattiva idea. Dobbiamo scoprire il futuro per conto nostro.”

Herbert prese in prestito altri motivi da Sofocle, come il profeta cieco, l'eroe che perde la vista alla morte di sua moglie, e il disadattato che viene mandato nel deserto a morire (piuttosto che continuare a pesare sulla famiglia e la tribù). Herbert giocò anche con l'idea secondaria dell'incesto: se l'amore può esistere solo tra pari, non ci sono abbastanza esseri umani superiori su Arrakis, e i fratelli Atreides tendono ad innamorarsi: Leto II e Ghanima seguono il Sentiero Dorato, rifiutando di perseguire l'amore quasi romantico che provano l'uno per l'altra. Alia è innamorata di Paul, così fa in modo di essere rimproverata da lui quando è completamente nuda. Questo tentativo di sedurre Paul in una relazione incestuosa mostra anche come Alia sia caduta sul Sentiero Oscuro.

Oltre ad influenzare Shakespeare e Dune, l'Edipo Re ha anche il bizzarro merito di avere influenzato un'intera disciplina -- la psicoanalisi! Sigmund Freud (1856 - 1939) rivoluzionò la psicologia sostenendo che i miti e i sogni sono le chiavi per capire il nostro inconscio... o almeno il mito di Edipo, la figura tragica che inconsapevolmente uccide il padre Laio e sposa sua madre Giocasta. Il pensiero di Carl Gustav Jung (1875 - 1961) di utilizzare il mito per comprendere l'inconscio umano fu una grande idea, ma osservò che le esperienze delle persone seguivano i modelli di molti miti, e il fascino di Freud per L'Edipo non era una caratteristica universale, ma piuttosto era un riflesso di alcuni problemi personali dello stesso Freud. Jung si sentiva anche a disagio con il fatto che Freud tradiva sua moglie con la sorella, che viveva nella stessa casa. Infine, Jung considerò Freud un'ipocrita, dato che voleva analizzare tutti ma si rifiutava di essere analizzato. Prevedibilmente, Freud interpretò la rottura dell'amicizia in modo edipico: Jung era il “figlio” che voleva “uccidere il padre” (Freud) e “rapire la madre” (la psicoanalisi) per se stesso. A rischio di andare fuori argomento, penso che Freud ebbe parecchie buone idee, ma essenzialmente trascorse la sua vita a fuggire dai suoi demoni piuttosto che affrontarli, nascondendosi dietro lo squilibrio quasi totale della relazione psicoanalista/paziente. Poiché Freud non fronteggiò mai i suoi problemi non migliorò mai, e così diffuse tanto dolore e idee dannose quante buone idee. Jung era anche lui un po' pazzo (dato che che credeva probabilmente nella telepatia, negli UFO e altre cose del genere), ma sapeva di essere pazzo, e passò l'intera vita a cercare di guarire.

GeekNote: gli antichi greci non chiamavano l'opera Edipo Re, ma Oidipus Tyrannus. Ispirazione per Darth Tyrannus?

Erewhon (1872), di Samuel Butler (1835 - 1902): Nel 1863 Samuel Butler scrisse un saggio intitolato Darwin tra le Macchine, che combinava la teoria dell'evoluzione di Darwin con la rivoluzione industriale, profetizzando che un giorno le macchine sarebbero diventate senzienti e saremmo diventati loro schiavi. Nel 1872 espanse questa teoria nel suo romanzo più famoso, Erewhon. Il titolo è un intelligente gioco di parole: storie di utopie (società perfette) erano iniziate già con la Repubblica di Platone, ma fu Thomas More (1478 - 1535) che coniò per primo il temine “Utopia”, nel suo omonimo romanzo del 1516. “Utopia” in greco vuol dire letteralmente “da nussuna parte”, così il libro satirico di Butler (probabilmente la prima anti-utopia o distopia) è un anagramma di “nowhere”, che in inglese significa “nessun luogo”. Dune fa riferimento ad una “Jihad Butleriana”, una guerra che ebbe come conseguenza la messa al bando di qualsiasi macchina fatta a immagine della mente umana.

I Fratelli Karamazov (1879) di Fëdor Dostoevskij (1821 - 1881): il libro di Dostoevskij è stato definito “il miglior romanzo di tutti i tempi”, e perfino “la più profonda riflessione filosofica in tutta la letteratura”. Sigmund Freud lo chiamò “uno dei più alti picchi della letteratura mondiale”. Maurice Baring scrisse, “Supponendo che il Vangelo di S. Giovanni sia andato irrimediabilmente perso, anche se niente potrebbe mai rimpiazzarlo, l'opera di Dostoevskij sarebbe un sostituto quasi perfetto come nessun altro libro”.

La parte più famosa dei Fratelli Karamazov è il quinto capitolo del quinto libro, “Il Grande Inquisitore”, che racconta la storia della Seconda Venuta di Gesù Cristo. Dopo il suo ritorno Gesù è sorpreso nello scoprire che, anche se la Chiesa lo riconosce, non è affatto contenta di rivederlo; di fatto viene rinchiuso in prigione. Il Grande Inquisitore spiega a Gesù che un vero messia è una minaccia per la Chiesa moderna, a causa dell'accordo stipulato con i romani nel 313 e.v.

Secondo il Nuovo Testamento Pilato appose sulla croce, sopra la testa di Cristo, la scritta Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum (Gesù Nazareno, Re dei Giudei). La Chiesa delle origini onorò il sacrificio di Cristo scrivendo su tutte le croci l'abbreviazione INRI. Costantino convinse la Chiesa a cambiare lo slogan con In Hoc Signo Vinces (In Questo Segno, Conquista). Il governo romano iniziò a finanziare la Chiesa, e in cambio la Chiesa proclamò che le conquiste romane godevano della benedizione di Dio.

Nel Nuovo Testamento Gesù rifiutò tre tentazioni da Satana: la tentazione di comprare la libertà dell'uomo col pane, la tentazione di guadagnarsi la fede degli uomini con il miracolo, e la tentazione di voltare le spalle a Dio per governare il mondo. L'Inquisitore di Dostoevskij sostiene che, dopo l'accordo con Costantino, la Chiesa cedette a tutte e tre le tentazioni di Satana. Ad ogni modo, l'Inquisitore non considera questo un male, e afferma che le regole di Cristo sono troppo severe, e che solo ristretto numero di uomini sarebbe abbastanza buono da avere la possibilità di andare in Paradiso. Quindi la Chiesa segue il consiglio dello “spirito saggio” (Satana) e dice intenzionalmente ai fedeli delle confortanti menzogne, in modo che possano almeno avere la pace della mente in questa vita.

Il termine dell'incontro riecheggia il bacio di Giuda: “Il vecchio avrebbe voluto che quello gli dicesse qualcosa, per quanto amara e tremenda potesse essere. Egli invece si avvicina lentamente al vecchio e lo bacia piano sulle esangui labbra da novantenne. Ecco, è questa tutta la sua risposta. Il vecchio sussulta. Un leggero fremito gli contrae gli angoli della bocca, egli va alla porta, la apre e gli dice: “Va' via e non tornare più... non tornare più... mai, mai più!” E lo lascia andare nelle scure piazze della città. Il prigioniero scompare.” 

Herbert utilizza l'idea di Dostoevskij nella saga di Dune, mettendo Paul in diretto contrasto con la religione che nasce attorno a lui, finché viene ucciso da uno dei suoi stessi preti. Dostoevskij scrive eloquentemente della terribile, assoluta libertà con cui ciascuno di noi deve raggiungere le sue conclusioni morali, e della necessità di vivere le nostre vite momento per momento. Leto II ripete quasi esattamente queste parole.

L'Eroe dai Mille Volti (1949) di Joseph Campbell (1904 - 1987): Herbert imparò alcune cose sul mito eroico dall'analisi estremamente influente di Campbell. Ma venne ancora più influenzato da...

L'Eroe (1936), di Lord Raglan (1885 - 1964): Come Campbell, Raglan tentò di dare un senso al mito ricercandone i modelli comuni. Raglan identificò 22 caratteristiche tipiche degli eroi, implicando così una “Scala di Raglan”: più caratteristiche vengono soddisfatte da un personaggio, più è eroico. Paul Atreides ha un punteggio compreso tra 13 e 17, vicino a Ercole, Gilgamesh e il Capitano Kirk. Il libro di Raglan venne influenzato principalmente da...

Il Ramo d'Oro: Studio sulla Magia e la Religione (1911 - 1915), dell'antropologo scozzese James George Frazer (1854 - 1941). Brian Herbert disse che questo fu uno dei libri che suo padre studiò più approfonditamente. Lo studio comparato di Frazer identificò alcuni modelli comuni a diversi miti, incluso quello dell'”animale inconsapevole nel profondo della psiche che difende la perla della vita”. Herbert affermò che questa fu un'ispirazione per i suoi primi due romanzi, Dragon in the Sea (1956) e i vermi della sabbia di Dune.

Science and Sanity; An Introduction to Non-Aristotelian Systems and General Semantics (1933), di Alfred Korzybsky (1879 - 1950). Molte persone mi hanno riferito che Herbert frequentò un corso di Semantica Generale a San Francisco poco prima di scrivere Dune, e che queste idee lo influenzarono parecchio nello sviluppo delle Bene Gesserit. Ho letto tutte le 825 pagine di Science and Sanity, e devo ammettere che è stato quasi impossibile capirci qualcosa. Korzybski è famoso soprattutto per la frase “La mappa non è il territorio” e per aver presuntamente inventato l'usanza di disegnare le “virgolette” in aria attorno ad una particolare parola per ricordare all'ascoltatore che la parola è solo un sostituto imperfetto di un'idea. Credo che il messaggio fondamentale del suo libro sia “Quando confondiamo parole e gli altri significanti per i concetti che rappresentano, la nostra percezione della realtà viene distorta”. Korzybski suggerì di aver scoperto un metodo che avrebbe rivoluzionato completamente il nostro modo di vedere l'universo, ma l'unico significato che ho recepito dalla lettura del suo libro è soltanto una riesposizione inutilmente densa e ampollosa del Mito della Caverna di Platone. Herbert si avvicinò alla Semantica Generale probabilmente su consiglio del suo amico scrittore di fantascienza A. E. Van Vogt, un sostenitore entusiasta di Korzybski e una grossa influenza per Herbert.

Buddismo Zen: Herbert disseminò la saga di Dune di concetti e idee Zen. Quando la Reverenda Madre Gaius Helen Mohiam domanda a Paul il non-sequitur “Hai mai setacciato la sabbia?” Herbert successivamente scrive, “La risposta obliqua risvegliò in lui un più alto livello di percezione.” Questa è la tecnica del Koan Zen: dire o domandare qualcosa che sembra una sciocchezza, ma anche un pensiero incredibilmente profondo, ammesso che ci si rifletta sopra sufficientemente a lungo. I maestri Zen svilupparono questo trucco per “aprire” la mente dei loro discepoli evitando di riempirla con le proprie opinioni. Il mito ci insegna che tutti i mentori ci spingono verso nuove prospettive e modi di pensare, ma solo i cattivi mentori cercano di farci pensare come loro. Un maestro che cammina sul sentiero della luce ci insegna come ascoltare la nostra voce interna, non quelle esterne. Il più famoso koan in occidente è forse “Qual è il suono di una mano che applaude?”

In Dune viene menzionata la religione dei Zensunni, presumibilmente una combinazione di “Zen” e “Sunni”. La parola “Sunni” è l'abbreviazione per ahl al-sunnah wa-l-jamaa (in arabo, “La persone che seguono le tradizioni di Maometto e della sua tribù”). Le due sette principali dell'Islam moderno sono il Sunnismo e lo Sciismo, con il Sunnismo che comprende circa il 90% di tutti i musulmani.

Taoismo: La leggenda narra che, intorno all'anno 350 p.e.v. circa, il custode della biblioteca reale cinese divenne disgustato dall'attaccamento alla vita che mostravano le persone che vivevano a corte. Questo custode, un uomo di nome Lao-tzu, regalò tutti i suoi averi e abbandonò la città su un bufalo d'acqua. Mentre stava lasciando il villaggio una guardia al cancello gli chiese di riassumere tutto ciò che aveva imparato dai suoi anni passati a leggere tutti quei libri. Lao-tzu scrisse così il Tao-te-Ching, il “Libro (Ching) della Via (Tao) Virtuosa (Te).” Il Tao-te-Ching è uno dei tre libri più tradotti in tutto il mondo, insieme alla Bibbia e al Bhagavad Gita, la parte centrale del Mahabharata. La parola “via” così come viene usata sia in Star Wars sia in Matrix, trae la sua origine dall'idea cinese del Tao.

Il Tao-te-Ching parla del bilanciamento dello yang (letteralmente “alla luce del sole”) con lo yin (letteralmente “all'ombra”). Gli occidentali hanno pronunciato erratamente yang come “yAng” per così tanto tempo che i dizionari inglesi hanno iniziato a malincuore ad approvare, ma yang è una parola proveniente dal cinese mandarino, quindi la maggior parte degli studiosi seri la pronuncia come fanno i cinesi, cioè “yong”. Yin e yang vengono usati per rappresentare la durezza e la morbidezza, maschio e femmina. Bisogna tenere in mente che lo yin rappresenta l'ideale cinese dell'energia femminile, che attinge attivamente dall'energia maschile, e non l'ideale occidentale dell'energia femminile, che semplicemente si siede e guarda sperando che qualcuno si faccia avanti. I Cinque Principi dello Yin e dello Yang sono:

  1. Tutte le cose hanno due aspetti: un aspetto Yin ed un aspetto Yang.

  2. Qualsiasi aspetto Yin o Yang può essere ulteriormente diviso in Yin e Yang.

  3. Lo Yin e lo Yang si creano mutualmente tra loro.

  4. Lo Yin e lo Yang si controllano tra loro.

  5. Lo Yin e lo Yang si trasformano l'uno nell'altro.

Vengono fatti continui riferimenti al Taoismo nella saga di Dune. Già nell'incipit viene scritto “All'inizio, è indispensabile porre ogni cura nello stabilire i più esatti equilibri.” Si confronti con questo frammento del capitolo 63 del Tao-te-Ching, L'inizio favorevole:

Progetta il difficile nel suo facile,

opera il grande nel suo piccolo:

le imprese più grandi sotto il cielo

certo cominciano nel piccolo.

Per questo il santo non opera il grande

e così può completar la sua grandezza.

Il capitolo più famoso nel Tao-te-Ching è il numero 76, Guardarsi dalla forza:

Alla nascita l'uomo è molle e debole,

alla morte è duro e forte.

Tutte le creature, l'erbe e le piante

quando vivono son molli e tenere

quando muoiono son aride e secche.

Durezza e forza son compagne della morte,

mollezza e debolezza son compagne della vita.

Per questo

chi si fa forte con l'armi non vince,

l'albero ch'è forte vien abbattuto.

Quel ch'è forte e robusto sta in basso,

quel ch'è molle e debole sta in alto.

Spesso questa idea in occidente viene riassunta come “Il ramo che si piega al vento sopravvive.” La canzone di Ani Difranco Buildings and Bridges allude a questa idea nella rima “Building and bridges are made to bend in the wind; What doesn't bend breaks.” (“Gli edifici e i ponti sono fatti per piegarsi al vento; Ciò che non si piega, si spezza”). Dune richiama questo concetto quando la Reverenda Madre dice a Paul, “Il salice si sottomette al vento e prospera fino al giorno in cui è diventato tanti salici... una barriera che ferma il vento. Questo è lo scopo finale del salice.” Nel film di Dune diretto da Lynch l'idea viene espressa in un altro modo: durante il climax del combattimento tra Paul e Feyd, Paul pensa “Mi piegherò come un ramo nella tempesta,” quindi permette a Feyd di atterrarlo. Questo momento di cedevolezza fa abbassare la guardia a Feyd e permette a Paul di vincere. È attraverso l'abilità di combattimento che l'uomo guadagna potere, ma in ultima analisi lo yang è la morte, lo yin la vita. Per raggiungere la completezza un uomo deve imparare ad usare la cedevolezza per sconfiggere la durezza. Tutti i miti raccontano la storia della ricerca di questo equilibrio.

Come scritto sopra, i due punti di partenza principali di Herbert per il romanzo furono (a) la sua sfiducia nei confronti delle burocrazie che nascono attorno ai messia, e (b) l'illuminazione che ebbe quando volò sopra l'esperimento dello USDA per il controllo delle dune costiere. Perché l'esperimento con le dune di sabbia catturò così tanto l'immaginazione di Herbert? Probabilmente stava cercando un modo per esprimere l'essenza del Taoismo agli occidentali, e l'esperimento dello USDA si adattò a questa necessità con una perfezione quasi miracolosa: le sabbie che possono ingoiare montagne domate da lame di erba. 

Alessandro Magno (356 - 323 p.e.v.): Sebbene non abbia trovato delle prove dirette, il mio intuito suggerisce che Herbert potrebbe essersi ispirato alla vita di Alessandro Magno. Come Paul, Alessandro ricevette un'educazione di altissima qualità, essendo stato istruito in geografia, filosofia, etica, politica, zoologia, botanica, matematica, logica, armi, strategia militare, equitazione, recitazione, poesia, musica (la lira) e letteratura (adorava l'Iliade e prese Achille come modello). Come Paul, questa educazione fu organizzata da suo padre (Filippo di Macedonia). Ancora come Paul, Alessandro fu costretto a vivere l'assassinio di suo padre quando era ancora giovane. 

Tra i mentori di Alessandro si annoveravano Leonida di Epiro, Lisimaco di Acarnania e Aristotele. Questo livello di educazione ineguagliabile conferì ad Alessandro una notevole qualità: da adolescente mostrò già una maturità da adulto (come Alia in Dune), e da adulto sembrava quasi provenire da un altro mondo. Poteva fare riflessioni e trovare collegamenti in un modo che nessun altro poteva nemmeno lontanamente pensare. Di nuovo, come Paul, le abilità quasi sovrumane di Alessandro gli diedero la possibilità di conquistare quasi l'intero mondo conosciuto dell'epoca mentre era ancora giovane. Diversamente da Paul, però, quando il suo popolo cominciò a considerarlo come un dio, Alessandro ci credette veramente.

Alessandro fu parecchio influenzato dalla cultura greca, e i greci avevano preso in prestito dagli egizi l'idea secondo cui un essere umano poteva elevarsi al livello di una divinità, se riusciva a distinguersi per particolari meriti e valori. Imhotep fu, tra gli egizi, l'esempio più famoso di questa evoluzione. Nacque da una famiglia non nobile, ma grazie al suo talento riuscì a diventare visir del faraone Djoser (2650 - 2590 p.e.v.). Imhotep inventò le piramidi, fu il più grande medico dei suoi tempi e probabilmente scrisse il primo libro di medicina. Probabilmente coniò anche la prima parola per “cervello”. Potrebbe aver inventato i “templi del sonno” egizi, dove vennero praticate le prime forme di ipnosi, psichiatria, psicologia e psicoterapia (affascinante osservare che la psicoterapia e l'ipnosi nacquero come una cosa sola!). Imhotep pose le fondamenta per una consistente parte del pensiero moderno, e dopo la sua morte venne proclamato divinità dagli egizi. Il mondo moderno ha in qualche modo riproposto la figura di Imhotep nel pantheon hollywoodiano, come antagonista nei film della Mummia.

Aristotele (384 - 322 p.e.v.) ebbe una delle menti più potenti della storia umana. Scoprì la logica, partendo dalla matematica per identificare le Nove Regole di Inferenza. Aristotele ampliò e quasi creò il campo dell'etica. Venne istruito da Platone (427 - 347 p.e.v.), che a sua volta fu un allievo di Socrate (469 - 399 p.e.v.... o forse Platone si è inventato Socrate; nessuno lo sa per certo). Socrate, Platone e Aristotele sono i pesi massimi indiscussi della civiltà occidentale: ci insegnarono cos'è l'uomo, e oggi le loro idee sono ancora riflesse nei Vangeli, nel Cristianesimo, nel Rinascimento, nel Metodo Scientifico e nella struttura della nostra società. Sfortunatamente, quasi tutti gli studiosi che hanno estrapolato delle idee dalla Repubblica di Platone non sembrano aver notato che molti dei suoi pensieri vengono espressi attraverso la satira. Così, se Platone pensa che Omero fu il più grande poeta mai esistito, avrebbe davvero voluto rimuovere tutti gli elementi controversi nella vita di Ulisse? O stava astutamente affermando che quegli elementi controversi sono necessari nell'Odissea per poter parlare al nostro io più profondo? Dato che Platone utilizza la satira, bisogna fare estrema attenzione quando si leggono delle idee presuntamente sostenute nelle sue opere! Probabilmente non credeva realmente che i poeti inventassero delle favole = fossero bugiardi = bisognasse ucciderli tutti. Ancora, si trattava di satira.

Vita personale di Herbert: finora, qualsiasi grande storia che ho analizzato si è sempre rivelata parzialmente costruita sulla vita dell'autore, raccontata in forma mitica. Probabilmente questo metodo dà all'autore un nuovo vocabolario per comprendere le forze con cui sta lottando. Forse scriviamo meglio ciò che conosciamo meglio. Oppure la crisi psicologica che spinge il creatore nel suo inconscio è la fonte di tutta la sua energia creativa. Di seguito sono elencati alcuni elementi della vita di Herbert che potrebbero aver influenzato Dune:

Dune

Vita di Herbert

La madre di Paul e la maggior parte delle altre donne nella storia sono Bene Gesserit.

La madre di Herbert e le sue dieci zie volevano educarlo secondo i precetti dei Gesuiti.

I Fremen mostrano reverenza religiosa mentre passa il veicolo di Paul per le strade di Arrakeen (perché credono che sia il messia).

Gli abitanti di un villaggio messicano mostrarono reverenza religiosa mentre passava la macchina di Herbert (perché era un carro funebre, e credevano che contenesse un cadavere).

Paul “prende un passaggio” dai giganteschi vermi della sabbia mentre passano, usando una corda e un “amo da creatore”.

Herbert “prendeva un passaggio” dalle navi rimorchio mentre passavano, usando una corda (e forse un'ancora?) dalla sua barca.

Pardot Kynes insegna l'ecologia al popolo di Arrakis (Kynes era l'eroe di Dune, nella prima bozza del manoscritto).

Herbert insegna l'ecologia alla gente di Tlalpujahua, in Messico.

I Mentat sono computer umani.

La nonna di Herbert, anche se era analfabeta, aveva un talento straordinari per i numeri.

I genitori di Paul erano preoccupati della sua sicurezza al punto quasi di distrarsi dai loro incarichi importanti (il mantra del padre: “Hanno tentato di uccidere mio figlio!” Il mantra della madre: “Mio figlio vive!”)

I genitori di Herbert erano alcolizzati, soffrivano di depressione,e si accorgevano a malapena dell'esistenza dei loro figli (quindi questo elemento della vita di Herbert venne capovolto in Dune).

Paul riceve la miglior educazione possibile, similmente ad Alessandro Magno.

Herbert non concluse l'università, probabilmente per motivi economici (un altro capovolgimento).

Le Bene Gesserit sono veridiche, possiedono delle abilità per capire se una persona mente o no. Usano una “scatola del dolore” per torturare Paul, per quello che ritengono uno scopo altruistico.

Il padre di Herbert, che lavorava come poliziotto nelle pattuglie autostradali, minacciava spesso di sottoporre il giovane Frank alla macchina della verità. Da adulto Frank Herbert realizzò la minaccia di suo padre, comprando una macchina della verità e costringendo i suoi figli Brian e Bruce a sottoporvisi. Brian paragona la macchina della verità alla scatola del dolore descritta nel libro di suo padre, uno strumento di controllo attraverso la tortura. Apprese in seguito che suo padre aveva modificato la macchina per fargli dire qualsiasi risposta avesse voluto. 

Thomas Edward Lawrence (1888 - 1935): Durante la Prima Guerra Mondiale Thomas Edward Lawrence venne assegnato come ufficiale di collegamento tra i beduini arabi e l'esercito britannico. Sorprese i beduini e i suoi superiori diventando un leader miltare, ottenendo una serie di vittorie spettacolari contro gli ottomani, bene armati e sostenuti dalla Germania. Divenne un messia per i beduini e una benedizione non priva di problemi per gli inglesi. Nel 1926 Lawrence raccontò le sue avventure nel suo romanzo autobiografico I Sette Pilastri della Saggezza, che venne subito lodato come la miglior storia d'avventura mai scritta. Aveva tutti gli elementi di una racconto cappa e spada, ed era tutto vero! Nel 1962 la storia di Lawrence venne trasposta nel brillante film Lawrence d'Arabia. Dune fu influenzato parecchio dalla figura di Lawrence: Paul è il messia di due popoli che guida la Jihad, i beduini sono i Fremen, gli Harkonnen sono gli ottomani, i Sardaukar sono le truppe tedesche, e l'Imperatore Padishah Shaddam IV rappresenta sia il governo tedesco sia la corona britannica.

Nella sua autobiografia T. E. Lawrence spiega in che modo la sua omosessualità contribuì alla sua carriera militare. Dice che inizialmente fu attratto dalla vita militare per l'ambiente completamente maschile, e il suo desiderio di impressionare sessualmente altri uomini è ciò che lo spinse a diventare un eroe. Piuttosto che scrivere di un eroe gay, Herbert trasferì l'omosessualità di Lawrence sull'antagonista di Dune, il Barone Harkonnen. Secondo la biografia di Herbert l'autore considerava l'omosessualità immorale, e morì senza mai esprimere amore o approvazione per il suo figlio gay Bruce. In un mondo in cui gli adolescenti gay si suicidano quattro volte più del normale, è un peccato che le storie di eroi omosessuali vengano spesso nuovamente raccontate in maniera così disonesta. Come Herbert sapeva meglio di chiunque altro, Paul Atreides era basato ampiamente su un essere umano reale, che non amava una donna di nome Chani, ma un uomo di chiamato Dahoum. Paul potrebbe anche essere stato modellato parzialmente su Alessandro Magno, che molti storici definiscono “il più grande genio militare di tutti i tempi”. Anche Alessandro era omosessuale, e il suo compagno era un soldato incredibilmente affascinante di nome Efestione.

Il Corano: Il libro sacro dell'Islam (“Assoggettamento”) venne rivelato da Allah (Dio) al Profeta Maometto (570 - 632 e.v.) durante il corso della sua vita. Herbert ha spesso affermato di utilizzare i colori simbolicamente in Dune, ma l'unico pezzo del puzzle che ha mai rivelato è il giallo, che significa pericolo. Dato che i Fremen sono basati principalmente sui beduini, è probabile che Herbert abbia preso la simbologia dei colori dal Corano. Per esempio, nel Corano il verde è associato a piante sane e rigogliose, quindi è bene (ed è anche un simbolo di Maometto, da cui si spiega perché i suoi discendenti indossino turbanti verdi). Il giallo è associato a piante che stanno appassendo per la mancanza d'acqua, quindi è male.

La versione di David Lynch di Dune non usa il simbolismo cromatico del Corano, per quanto posso osservare. Gli Harkonnen, per esempio, vengono decorati soprattutto con il verde. Non rilevo un simbolismo cromatico nemmeno nella miniserie Children of Dune. La versione di John Harrison di Dune usa una codice cromatico originale; il direttore della fotografia Vittorio Storaro ha inventato un sistema basato sui Quattro Elementi che gli antichi greci ritenevano fossero i componenti di tutta la materia:

Rosso = fuoco = pericolo = gli Harkonnen

Verde = acqua = vita = i Fremen

Blu = aria = distacco aristocratico = l'Impero

Nero = terra = forza = gli Atreides

Bianco = tutti gli elementi combinati = completezza = Paul nella scena finale

Imam Mohammed Ahmed al Mahdi (1844 - 1885): Ahmed fondò il Sudan moderno nel 1885, conducendo vittoriosamente una jihad musulmana contro le forze anglo-egiziane. Il Sudan era sotto controllo straniero dal 1821, quando Mohammed Ali Pashai l'aveva invaso nella speranza di arricchirsi schiavizzando la popolazione. Nel 1881 Ahmed proclamò di essere Al Mahdi (letteralmente “colui che è ben guidato da Dio”), il messia profetizzato nel Corano. La vivace uniforme degli Atreides era basata sulla divisa indossata dal Chedivè (titolo conferito al viceré egiziano), tra il 1867 e il 1914. Il cantante pop Micheal Jackson fu così impressionato da questo look da farsi preparare delle copie dell'uniforme, che indossò nei tour dei primi anni '80.

I libri di John Carter di Marte (1912 - 1941), di Edgar Rice Burroughs (1875 - 1950): Herbert adorò moltissimo questi libri da ragazzo, e in un certo senso Dune è la versione seria, adulta e letteraria della storia pulp di Burroughs del “supereroe fantascientifico che conquista un pianeta deserto”. I libri di Marte di Burroughs influenzarono non solo Herbert, ma anche Arthur C. Clarke, Carl Sagan, George Lucas, Micheal Moorcock, Leigh Brackett, Olaf Stapledon, Robert Heinlein, Edmond Hamilton, Philip Jose Farmer e Ray Bradbury, il quale una volta scrisse “Edgar Rice Burroughs è mio padre.”

Herbert ambientò originariamente Dune su Marte, ma scartò in fretta l'idea, ritenendo che Burroughs e altri avessero riproposto Marte fino alla nausea. Riesco a trovare solo un prestito diretto: Lady Jessica trova nella serra un taccuino lasciato dalla Bene Gesserit che l'aveva preceduta, Margot Lady Fenring. Il taccuino contiene la frase in codice “Là ci aspetta il pericolo.” Questo rivela a Jessica l'esistenza di un altro messaggio segreto, nascosto da qualche parte nella stanza. Alla fine lo scopre sotto forma di punti in rilievo sulla foglia vicino al taccuino. Si compari questo passaggio con quello del Signore della Guerra di Marte (1913 - 1914) di Burroughs, in cui John Carter trova un pezzo di carta mentre è imprigionato: “Mi accorsi che c'erano delle strane protuberanze sulla superficie liscia della pergamena nelle mie mani. Per un po' non suscitarono alcun significato particolare nella mia mente - Ero a malapena meravigliato della loro presenza; ma alla fine sembrarono prendere forma, e capii ce n'era un'intera riga, come se fosse una frase scritta.” Le protuberanze si rivelano un messaggio segreto in codice.

Il Ciclo della Fondazione (1941 - 1993), di Isaac Asimov (1920 - 1992): Durante gli anni in cui Frank Herbert stava scrivendo Dune, la maggior parte degli esperti di fantascienza concordava nel ritenere la Fondazione di Asimov come la miglior saga di fantascienza mai scritta. La Fondazione vinse perfino uno Hugo (il premio più ambito del genere) nel 1966, come “migliore serie di sempre”. La storia di Asimov riguarda uno scienziato, in particolare uno psicostorico, addestrato a comprendere i modelli della storia abbastanza bene da poter prevedere il futuro. L'eroe psicostorico di Asimov, Hari Seldon, predice che l'Impero Galattico cadrà esattamente come l'Impero Romano. Seldon suggerisce la costruzione di un pianeta-biblioteca chiamato Fondazione, dove conservare tutta la conoscenza umana durante gli anni oscuri, esattamente come i monaci preservarono la saggezza dei greci e dei romani nel medioevo. Il piano di Seldon funziona, anche se nasce un grosso ostacolo nella forma di un mulo, un mutante dotato di superpoteri, così particolare da sfuggire alle profezie di Seldon.

Asimov citò spesso la Storia del declino e della caduta dell'Impero Romano di Edward Gibbon (pubblicato intorno al 1783) come fonte d'ispirazione primaria per la Fondazione. Non conosco nessuna menzione di Asimov a riguardo, ma è possibile che venne anche influenzato dai tentativi di H. G. Wells di persuadere la Royal Institution a creare un'Enciclopedia Mondiale, per difendere la conoscenza umana da una potenziale epoca oscura. Asimov conosceva profondamente l'opera di Wells, e ne scrisse con ammirazione. Wells credeva che una tale conoscenza avrebbe permesso agli enciclopedisti di manipolare “chi controlla l'amministrazione, le guerre, dirige il comportamento delle masse, nutre, sposta e affama intere popolazioni” per il bene di tutta l'umanità, la stessa premessa basilare del libro di Asimov. Gli psicostorici di Asimov sono essenzialmente la stessa cosa che Wells chiamava “Ecologi Umani”. L'Enciclopedia Galattica della Fondazione non è altro che l'Enciclopedia Mondiale proposta da Wells.

Mentre la saga della Fondazione si sviluppava, Asimov iniziò ad aprire alcuni capitoli con delle epigrafi tratte dall'Enciclopedia Galattica, il libro al quale stavano lavorando gli psicostorici. Ciò introdusse un metodo brillante per risolvere uno dei principali problemi della fantascienza: occorrono un sacco di descrizioni per spiegare una cultura aliena ad un lettore, ma troppe descrizioni sono noiose. “Nascondendo” nelle epigrafi i dettagli che stavano dietro questa cultura, Asimov fu in grado di mantenere la storia principale focalizzata sulla trama. Herbert espanse questa idea in Dune, facendo iniziare ogni capitolo con un'epigrafe, e giocando con alcuni strumenti letterari come l'anticipazione parziale (rivelando alcuni dettagli stuzzicanti su “come va a finire tutto”, ma costringendoci a leggere il capitolo se vogliamo l'intera storia).

Il padre di Frank Herbert era agnostico, ma sua madre e le sue dieci zie materne seguivano i precetti dei Gesuiti, e si coalizzarono cercando di convertire il ragazzo. Le Bene Gesserit sono essenzialmente un incrocio tra gli Psicostorici di Asimov e i Gesuiti (Gesuiti = Gesserit). Herbert credeva che i Gesuiti non giocassero onestamente, e rimase particolarmente deluso dalla loro prontezza a fare cose moralmente discutibili perché erano assolutamente convinti di avere ragione. Herbert considerò questa filosofia da “il fine giustifica i mezzi” completamente sbagliata, e pensò di poterlo dimostrare usando il Teoremi di Incompletezza di Kurt Gödel e, secondariamente, il Principio di Indeterminazione di Heisenberg.

Teoremi di Incompletezza di Gödel (1930). Per la maggior parte della storia della matematica, da Pitagora (582 p.e.v. - 496 p.e.v.) fino al famoso libro Principia Mathematica (1910 - 1913) di Bertrand Russel e Alfred North Whitehead, i matematici credevano che qualsiasi cosa poteva essere dimostrata usando i magnifici strumenti della matematica e della logica. Nel 1930 Gödel demolì questa concezione vecchia di 2500 anni, dimostrando matematicamente che nessun sistema assiomatico (cioè basato su regole) può essere “perfetto”. Deve sempre esserci una proposizione che “rompe” il sistema. Così per esempio il linguaggio naturale permette delle proposizioni che sono sintatticamente valide (soddisfano tutte le regole) ma logicamente irrisolvibili, come “Io sto mentendo.” (Colui che la pronuncia sta dicendo il vero o il falso?) L'idea di Herbert era che se i sistemi sono intrinsecamente imperfetti, allora giustificare delle azioni discutibili con un sistema di credenze “perfetto”, come quello dei Gesuiti e degli Psicostorici, è semplicemente intollerabile. Sono d'accordo con Herbert, anche se per correttezza bisogna specificare che Gödel stava parlando soltanto di matematica, e non è necessariamente vero che i suoi teoremi possono essere applicati direttamente a qualcosa di così confuso e disordinato come la politica umana.

Principio di Indeterminazione di Heisenberg (1927): Werner Heisenberg (1901 - 1976) dimostrò che è impossibile determinare simultaneamente la posizione e la quantità di moto di un elettrone. Ciò implica che il modo con cui osserviamo un evento quantistico potrebbe cambiarne il risultato. “Se un albero cade nella foresta e nessuno è lì a sentirlo, fa rumore?” Il principio di Heisenberg è alla base di un sacco di idee new-age come “... la materia basilare dell'universo... è... malleabile all'intenzione e all'aspettativa umana” (dalla Profezia di Celestino di James Redfield, 1993). Herbert concluse che se il metodo di osservazione cambia ciò che osserviamo, a maggior ragione non può esistere un sistema assolutamente “perfetto”. Per la cronaca, penso che il principio di Heisenberg è parecchio utile per descrivere eventi quantistici, ma l'aspetto del “miracolo telecinetico” è semplicemente un artefatto semantico.

Per chiarire: nessuno ha mai visto una particella subatomica. Non hanno un “colore”, o un'”apparenza”, o una “superficie”. Di fatto le particelle subatomiche non sono nemmeno particelle, ma onde di probabilità. Sono completamente fuori dalla portata della nostra esperienza, quindi per parlarne creiamo delle metafore. Ma a questo punto troviamo dei paradossi nelle metafore e, dimenticando che la mappa non è il territorio, affermiamo che il paradosso esiste in natura! Beh... forse, ma in generale penso che sia più probabile che ci stiamo accorgendo dei limiti di applicazione della nostra metafora attuale. Per esempio, i quanti si comportano come una particella o come un'onda? “Caspita, si comportano talvolta come particelle e talvolta come onde, a seconda di come li osservi... quindi gli scienziati sono telecineti!” Non è più facile pensare invece che abbiamo raggiunto il punto in cui la metafora particella/onda non è più adeguata per descrivere la realtà, e abbiamo semplicemente bisogno di una nuova metafora?

Pubblicità e Psicologia: Beverly, la moglie di Herbert, lavorò come copywriter per la pubblicità, e gli Herbert erano buoni amici degli psicologi Ralph e Irene Slattery: Ralph aveva due dottorati in filosofia e psicologia, e Irene era stata una studente di Jung a Zurigo. Herbert si ispirò alle loro idee sul funzionamento della mente per “vendere” e per rendere subliminalmente Dune il più affascinante possibile. Per esempio, Herbert disse a Tim O'Reilly che strutturò il climax di Dune come un climax sessuale. Rivelò che “È un ritmo coitale. Un ritmo molto lento, che cresce per tutto il tempo. E quando si arriva alla fine, ho tagliato la narrazione di colpo, in modo che il lettore possa immaginarsi la continuazione della storia da solo, portandosi con sé i fili lasciati in sospeso.”

Fonti Selezionate

Alia: Nome femminile che in arabo significa “la più alta”.

Lady Jessica Atreides: Sospetto che Jessica sia largamente basata su un capovolgimento della Lady Macbeth di Shakespeare. Entrambe sono alleate con le streghe, e di fatto sono anche loro streghe. Entrambe hanno un'intensa relazione con Duncan (Lady Macbeth tenta di manipolare suo marito per uccidere Duncan, mentre il Duncan di Herbert è segretamente innamorato di Lady Jessica). Ma c'è una differenza fondamentale: mentre Lady Macbeth sta sempre complottando contro la sua famiglia, Lady Jessica trama sempre per la protezione della propria famiglia.

Paul Atreides: Il nome Paul deriva dall'apostolo Paolo. Herbert disse “È uno dei tanti principi che parte alla ricerca del Sacro Graal.” Atreides significa letteralmente “figlio di Atreo”; Paul è un discendente diretto di Agamennone, un eroe dell'Iliade (scritta attorno all'850 p.e.v.). Paul è il superuomo più potente e perfetto che Herbert potesse immaginare, perché l'autore voleva comunicare quello che lui considerava il tema centrale di Dune: “i supereroi sono disastrosi per l'umanità.” Dune è un monito al genere umano: “Non rassegnate acriticamente tutte le vostre facoltà decisionali alle persone al potere, a prescindere da quanto ammirevoli possano sembrare.” Perché no? “Appena sotto la facciata dell'eroe troverete un essere umano, che compie errori umani. Sorgono enormi problemi, quando degli errori umani vengono commessi sulla scala d'azione di cui dispone un supereroe.” Ancora più importante, “Anche se trovassimo un vero eroe (chi o cosa sia non importa), la struttura del potere che viene a formarsi attorno ad una figura del genere finirebbe inevitabilmente nelle mani di esseri umani, esseri umani che commettono errori.” Ciò è pericoloso perché “E' dimostrabile che la struttura del potere tende ad attirare individui desiderosi di acquisire potere per il puro gusto di averlo, e che molti di essi sono persone non molto equilibrate -- pazzi, in una parola.” Herbert porta come esempi Hitler, Churchill, Franklin Roosevelt, Stalin, Mussolini e in particolare John F. Kennedy e George Patton, i quali “si inserirono nello scintillante archetipo di Camelot.”

Piter De Vries: Probabilmente basato sul romanziere americano Peter De Vries (1910 - 1993), famoso per alcuni aforismi come “La dimostrazione definitiva dell'onnipotenza di Dio è che non ha bisogno di esistere per poterci salvare.” “Piter” è la versione russa di “Pietro”.

Barone Vladimir Harkonnen: Il titolo di Barone è stato forse scelto per l'assonanza con “barren” (sterile, cioè incapace di procreare), considerata la bassa opinione che Herbert aveva per i gay. Il nome Vladimir probabilmente è un riferimento a Vlad l'Impalatore (1431 - 1476), che ispirò la figura letteraria di Dracula. Il padre di Vlad era chiamato Principe Vlad Dracul (“Principe Vlad il Diavolo”), così lui venne chiamato Vlad Dracula (“Vlad il figlio del Diavolo”).

Bene Gesserit: Un incrocio tra gli Psicostorici di Isaac Asimov e la madre di Herbert con le sue dieci sorelle, che seguivano i precetti dei Gesuiti. Gesserit = Gesuiti. Herbert rifiutò la loro religione, ma sentì di poter trarre parecchi benefici dai loro metodi di argomentazione. Disse che “Fu mio padre a vincere, alla fine. Mi ero ribellato al positivismo gesuita. Posso vincere un dibattito usando i metodi dei Gesuiti, ma penso che venga utilizzato sotto falsa bandiera. Se si ha il controllo delle premesse, si può vincere qualsiasi discussione.”

Herbert si ispirò in qualche misura anche ai romanzi di E. E. “Doc” Smith nella creazione delle Bene Gesserit, in particolare per il loro programma genetico nato secoli prima e per le loro facoltà mentali sovrumane.

CHOAM (Combine Honnete Ober Advancer Mercantiles): Herbert disse che “La scarsità di acqua su Dune è un'esatta analogia della scarsità di petrolio ai giorni nostri. La CHOAM è l'OPEC.”

Fedaykin: Quasi certamente basati sui “Fedayeen” descritti nel Corano. Il Fedayeen è “colui che si sacrifica” (per Allah). Saddam Hussein chiamava Fedayeen i suoi soldati più vicini, quelli che i media americani chiamavano la sua “Guardia del Corpo Repubblicana d'Elite”. Yasser Arafat, ad una conferenza stampa alle Nazioni Unite nel 1983, definì Gesù “il primo fedayeen palestinese a portare la sua spada.” Questo riflette l'idea diffusa tra i musulmani che Gesù fu un profeta per l'Islam.

Fremen: Basati soprattutto sui beduini arabi e gli apaches americani, con alcune idee prese in prestito dai popoli del Gobi, del Kalahari e dell'entroterra australiano. Il loro linguaggio deriva dall'arabo colloquiale. Il nome “fremen” è probabilmente una contrazione di “free men” (uomini liberi).

Kwisatz Haderach: Preso dall'ebraico K'fitzat Haderech (קפיצת הדרך), che significa “Un salto in avanti lungo il cammino” (K'fitzat significa “salto”, ha significa “il” e derech “cammino/strada/via”). Rashi (Salomone Isaccide, 1040 - 1105 e.v.) rese popolare questa espressione per spiegare come le spie di Mosè fossero in grado di percorrere distanze così lunghe in un breve lasso di tempo: Dio abbrevia il cammino dei giusti (Numeri 13-25, dalla Bibbia Ebraica). Il Bene Gesserit crede che il Kwisatz Haderach sarà un salto in avanti lungo il cammino dell'evoluzione umana. Il personaggio di Herbert è almeno parzialmente un capovolgimento del Mulo del Ciclo della Fondazione di Asimov (in Dune l'uomo che sfugge alle profezie e capovolge tutti i piani è l'eroe, invece che l'antagonista).

Duncan Idaho: Prende il nome dal Duncan di Scozia nel Macbeth di Shakespeare.

Muad'Dib: Nella cultura Fremen il Muad'Dib è un topo canguro importato dalla Vecchia Terra. Paul sceglie Muad'Dib come nome di battaglia. È possibile che Herbert si stesse riferendo al “Mahdi”, il nome musulmano per il Messia. (Al Mahdi significa letteralmente “colui che è guidato”). Molti leader arabi si sono autoproclamati Mahdi nel corso degli ultimi secoli, in particolare l'Imam Mohammed Ahmed (vedi sopra).

Ornitotteri: “Qualsiasi veicolo aereo in grado di sostentarsi nel volo battendo le ali come un uccello.” Il primo ornitottero fu probabilmente quello di Menippo per volare sulla luna, nell'Icaromenippo di Luciano di Samosata, scritto attorno al 160 p.e.v. Luciano intendeva l'ornitottero come una modernizzazione altamente tecnologica delle ali di cera e penne che Dedalo e Icaro usarono per scappare da Creta nel mito greco. L'interesse per gli ornitotteri si riaccese con i progetti delle macchine volanti di Leonardo da Vinci (1452 - 1519). Né il film di Lynch né la miniserie di Harrison presentano dei veri e propri ornitotteri, anche se la seconda si avvicina un po' di più, con dei velivoli che usavano le ali per sostenere i propulsori. In verità, il battito d'ali è un metodo altamente inefficiente per muovere delle macchine nell'aria. Herbert disse che “Gli ornitotteri sono insetti che predano sul terreno.”

Stilgar: Il mentore Fremen di Paul fu probabilmente modellato sul mentore di Herbert, un nativo americano di nome Henry, della tribù degli Hoh. Il nome “Stilgar” combina le parole Steel (Acciaio) e Guard (Guardia).

Usul: Chani chiama Paul Usul, un soprannome che letteralmente significa “la base del pilastro” in arabo. Nella cultura musulmana i pilastri solitamente simboleggiano l'aspetto maschile della possenza divina e della fertilità, quindi a rischio di sembrare insolente la traduzione più succinta è probabilmente “il fallo di dio”.

Vermi della sabbia: Da un punto di vista estetico, Frank Herbert chiamava i vermi della sabbia come dei “teredinidi mostruosamente cresciuti.” I teredinidi tecnicamente non sono vermi ma molluschi, con una piccola conchiglia che protegge la testa. I teredinidi usano la loro conchiglia come un trapano, per scavare dei buchi nel legno delle navi e dei moli. Da qui deriva il soprannome “termite del mare.”

Herbert affermò che la sua ispirazione per i vermi della sabbia proveniva da una frase del Ramo d'Oro (1922) di James George Frazer, che allude all'”animale inconsapevole nel profondo della psiche che difende la perla della vita.”

Spezia: La risorsa più preziosa nell'universo di Dune è la spezia melange, in grado di estendere la vita umana e di conferire ai navigatori della Gilda la prescienza necessaria a guidare i transatlantici nei viaggi interstellari. L'analogia più evidente con la spezia è il petrolio, la ricchezza nascosta sotto i deserti del nostro pianeta (probabilmente non è una coincidenza che Arrakis viene pronunciato come Iraq-iss). McNelly, amico di Herbert, interpretò la spezia come lo sperma dei vermi, cosa che spiegherebbe perché la proteggono. Questa argomentazione supporta anche la concezione diffusa secondo cui i vermi rappresentano, tra le altre cose, dei giganteschi simboli fallici.

Le trasposizioni cinematografiche e televisive di Dune

0. I diritti per il film di Dune vennero inizialmente acquistati da Arthur P. Jacobs, il produttore del Pianeta delle Scimmie. Jacobs morì all'improvviso e i diritti rimasero in un limbo per parecchi anni. Vennero in seguito riacquistati da un consorzio europeo, che ingaggiò Alejandro Jodorowsky come regista. Jodorowsky scelse Salvador Dalí per l'Imperatore Padishah Shaddam IV, Orson Welles per il Barone Harkonnen, Charlotte Rampling per Lady Jessica e lui stesso per il Duca Leto Atreides. Jodorowsky coordinò la pre-produzione di alcuni interessanti materiali, tra cui le visualizzazioni Harkonnen di H. R. Giger (la famosa “Sedia di Giger” venne progettata per essere una “Sedia Harkonnen”), i costumi di Moebius (Bladerunner, Abyss, Tron, Il Quinto Elemento), gli effetti speciali di Dan O'Bannon (che in seguito scrisse la sceneggiatura di Alien), le astronavi disegnate da Chris Foss e la musica dei Pink Floyd! Dino De Laurentiis comprò i diritti nel 1980. Ridley Scott doveva essere originariamente il regista, ma il progetto non andò in porto.

1. Alla fine De Laurentiis ingaggiò David Lynch, e la sua versione uscì nel 1984. C'erano alcune idee e visioni incredibili nel film, ma i fan di Dune generalmente concordano nel dire che non riuscì a catturare l'essenza del libro -- un risultato impossibile per un film di due ore. Molti fan furono delusi con l'atmosfera generale, che era più vicina a Flash Gordon che all'”Iliade del futuro” che Herbert creò con tanto impegno. Frank Herbert fu a disagio perché lo scopo del suo romanzo era quello di mostrare i pericoli nel confondere un uomo per un dio, e il film implicava che Paul era un dio. Il regista David Lynch ebbe dei sentimenti contrastanti: “Iniziai a vendere l'anima per Dune. Con il senno di poi, la colpa è interamente mia. Probabilmente non avrei dovuto girare quel film, ma vidi tonnellate e tonnellate di possibilità per le cose che amavo, e questa era la struttura per metterle dentro. C'era così tanto spazio per creare un mondo. Ma ricevetti delle indicazioni molto chiare da Raffaella e Dino De Laurentiis sulle aspettative che avevano per il film, e sapevo che non avrei avuto la possibilità di fare il mio final cut. E poco a poco -- e questo è il pericolo, perché non succede in spezzoni, ma in piccoli granelli di sabbia -- poco a poco ogni decisione era già stata presa rispetto al film che avevano in mente loro. Le cose che sentivo di poter fare diversamente erano comunque all'interno della loro idea. Così, secondo me, il film fu destinato fin dall'inizio a fallire.”

2. Lo sceneggiatore/regista John Harrison girò una miniserie su Dune per Sci Fi Channel nel 2000. Anche se esteticamente gradevole, il copione spesso rimuove o addirittura contraddice diverse idee importanti del libro. Per esempio, vincendo il duello con Jamis, Paul impressiona la ragazza di cui si è innamorato e si guadagna subito il rispetto della tribù. C'è una luce fredda nei suoi occhi e imperiosamente permette agli altri di vestirlo senza aiutarli; inizia a soccombere al Lato Oscuro, all'idea di ottenere ciò che vuole ferendo altre persone. Questo tòpos mitologico viene spesso chiamato “La Tentazione di Cristo”, il momento in cui viene offerta a Gesù la possibilità di governare sulla Terra se accetterà di voltare le spalle a Dio. Budda, Luke Skywalker, Frodo, Ulisse e qualsiasi altro eroe epico affrontano una determinata variazione di questa tentazione. Nella versione di Herbert la madre di Paul riporta bruscamente il figlio alla sua umanità chiedendogli con sdegno “Ebbene... come ci si sente, a essere un assassino?” La versione di Harrison mantiene la scena della “Tentazione di Cristo”, ma non ne spiega lo scopo, ovvero la drammatizzazione del rifiuto del male da parte di Cristo. Mantiene però anche la scena importante in cui Paul dice “Io ero amico di Jamis”, quindi forse sono solamente troppo pignolo sul mio libro preferito.

Un'altra pignoleria: lo Stilgar di Harrison (ma non quello di Herbert) dice, “Nessun uomo riconosce un leader che non è valoroso in combattimento.” Questo è un fraintendimento pericoloso. Leto Atreides, Paul Atreides, e i raggiungimenti di T. E. Lawrence dimostrano tutti che “Nessun uomo riconosce un leader senza spirito di sacrificio.” Tutte le loro storie presentano il rischio del combattimento come una forma di sacrificio, solitamente la più stupida ed egoistica.

3. Children of Dune è stata ancora sceneggiata da John Harrison ma diretta da Greg Yaitanes. Children è la prima miniserie che si avvicina così tanto a catturare la mia idea dei romanzi. È stupenda! Forse Harrison ha acquisito più confidenza la seconda volta. Children contiene anche una piccola “easter egg” (un messaggio segreto): il budget era limitato, così utilizzarono il font Aurabesh di Star Wars per le scritte sul binocolo di Alia. Il Lead Computer Graphics Animator per Children of Dune è il talentuoso Chris Zapara, della Area 51 films. Tradotto in inglese, il messaggio in Aurabesh in Children è “Chris Zapara, Area 51, BiteMe.”

NOTE:

1 da Vertex intervista Frank Herbert, ottobre 1973, volume 1, numero 4, a cura di Paul Turner.

2 L'arte di combattimento dei Jedi era chiamata Jedi Bendu in una delle prime bozze del copione, ma venne successivamente modificata come “L'Arte Jedi”. In Hindi, la lingua più diffusa al giorno d'oggi in India, “Prana” vuol dire “respiro”. Metaforicamente significa “l'energia creata da tutti gli esseri viventi”, un concetto molto simile alla Forza. Gli indiani diffusero l'idea di prana in Cina, dove oggi viene chiamato chi o ch'i. I cinesi fecero conoscere a loro volta questa idea in Giappone, in cui oggi viene chiamato zi. “Bindu” è un chakra minore, o punto di energia, situato sulla nuca.

Riferimenti

Frank Herbert di Timothy O'Reilly. Questo fu il primo libro che O'Reilly scrisse, ed influenzò profondamente le sue idee. Herbert concesse a O'Reilly diverse interviste personali, e in un certo senso diventò un suo mentore. O'Reilly fondò una delle migliori case editrici di libri d'informatica, la O'Reilly & Associates, ed è diventato una specie di eroe per noi geek. La maggior parte delle informazioni su Dune in questo articolo sono prese dal bellissimo libro di O'Reilly, che ha gentilmente pubblicato online gratis.

La seconda fonte principale per questo articolo è stato il libro Dreamer of Dune; The Biography of Frank Herbert (2003), scritto dal figlio di Herbert, Brian. È una risorsa magnifica, anche se i fan di Dune potrebbero rimanere delusi dal fatto che solo una parte del libro si occupa della giovinezza di Herbert o del processo creativo di Dune -- il resto del libro riguarda il periodo dopo che Dune rese Herbert ricco e famoso: come spendeva i suoi soldi, quali cibi e vini ordinava a costosi ristoranti, come visse la morte della sua prima moglie, come corteggiò la sua seconda moglie, molto più giovane (di cui forse si può trovare un riflesso nel cambio dalle antiquate Bene Gesserit alle più sexy Matres Onorate) e un sacco di dettagli autobiografici di Brian. I fan di Dune potrebbero anche rimanere sorpresi nello scoprire che Frank Herbert maltrattava psicologicamente e fisicamente i suoi figli (a meno che Brian Herbert abbia mentito nella biografia di suo padre, cosa abbastanza improbabile). Per esempio, quando sua figlia Penny si rifiutava di mangiare il suo dessert, Herbert glielo spalmava sui capelli. Ma “La maggior parte delle volte non subiva la parte peggiore della sua rabbia, che nella sua forma più grave diventava fisica. Penso che credesse che i ragazzi potessero (e dovessero) essere puniti di più, per poter diventare dei veri uomini.” (pag. 131) È inquietante chiedersi se la relazione di Herbert con i suoi figli sia riflessa nella relazione di Paul con i figli di Jamis, che adotta dopo la sua morte -- e che hanno all'incirca la stessa età dei figli di Herbert quando stava scrivendo Dune -- ma i ragazzi sono così irrilevanti per Paul che Herbert non si cura nemmeno di dare loro dei nomi! Mentre stava scrivendo queste scene, Herbert puniva i suoi figli nel modo più rapido ed efficiente possibile in modo che lo lasciassero in pace e potesse tornare al suo mondo -- la stessa cosa che suo padre fece a lui, e che suo nonno fece a suo padre. Come accennato sopra, Herbert usava una macchina della verità sui suoi figli in un modo che loro ritenevano abusivo. Potrebbe essere confortante osservare che la “scatola del dolore” in Dune è di colore verde, il quale (se prendete per buona la mia teoria della “simbologia cromatica presa dal Corano”) rappresenta il cammino a volte difficoltoso di Dio. Paul è risentito per esser stato obbligato a sottoporsi al test del dolore, ma quando gli viene spiegato il motivo esclama “È vero!” In altre parole, anche se Herbert trattava i suoi figli in una maniera che i moderni psicologi probabilmente concorderebbero nel definire abusivo, non voleva ferirli intenzionalmente. Stava semplicemente cercando di essere il miglior padre nel modo che conosceva. Frank Herbert crebbe in una famiglia alcolizzata durante la Grande Depressione, e sebbene trovi difficile riuscire ad approvare una parte del suo comportamento nei confronti della sua famiglia, posso almeno riconoscere che affrontò ostacoli più grandi di quelli che ho affrontato io, e meravigliarmi per quanti è riuscito a superarne. Brian Herbert scrisse che anche se fu “un uomo complesso e difficile”, i due alla fine riuscirono a riconciliarsi.

Frank Herbert scrisse un articolo su come arrivò a scrivere Dune intitolato La Genesi di Dune.

Il Dr. Willis E. McNelly (1920 - 2003), amico di Herbert, compilò la Dune Encyclopedia nel 1984. Esistono parecchie discussioni su quanto questa enciclopedia sia “canonica”: Herbert scrisse l'introduzione e ne approvò tutti i contributi (scritti da dei fan di Dune e controllati da McNelly), ma nei libri successivi della saga di Dune Herbert ne contraddisse alcuni punti. La Dune Encyclopedia è fuori stampa da così tanto tempo che alcune copie usate sono in vendita con prezzi che oscillano tra gli 85 e i 450$! Ad ogni modo, probabilmente non verrà ristampata in futuro, dato che McNelly è morto e l'enciclopedia contraddice pesantemente la nuova e lucrosa serie spin-off di Dune scritta da Brian Herbert e Kevin J. Anderson.

Il Dr. McNelly era un professore di inglese alla California State University di Fullerton. Prima di morire fece ospitare nella biblioteca dell'università gli Archivi di Frank Herbert. Questi includono tutti e quattro i manoscritti di Dune... il Sacro Graal per qualsiasi studioso di Dune! Sfortunatamente è possibile visitare gli archivi soltanto nei giorni feriali, e solo per tre ore al giorno.

McNelly condusse anche questa intervista con Frank Herbert e sua moglie Beverly il 3 febbraio 1969. Herbert discute della scrittura di Dune e Messia di Dune. L'intervista non fornisce molte informazioni sulle fonti di Herbert, a parte confermare che l'archetipo edipico era stato inserito nei libri deliberatamente.

Khalid Baheyeldin ha scritto un articolo estremamente utile sulle tematiche arabe e islamiche in Dune.

Brian Herbert e Kevin J. Anderson hanno scritto un libro intitolato The Road to Dune, che include del materiale tagliato dai libri, corrispondenza e altri frammenti. Da una prospettiva accademica, questo libro non si è rivelato utile come speravo.

Altri Link

Link all'articolo in lingua originale (pubblicato originariamente sul sito Star Wars Origins).

 

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Traduzione: Luca Mariot

Copyright © 1999-2006 Kristen Brennan.

Articolo ripubblicato con il consenso dell'autore.

Copyright traduzione italiana © 2012 Dune Italia.

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Il troppo sapere non semplifica mai le decisioni.

-- Ghanima (I Figli di Dune - cap.2 - p.13 - Ed.Nord)

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